Chi siamo

Due parole su chi c'è dietro Taxi Radar.

E anche sul perché è nato questo progetto.

Taxi Radar non è nato in un ufficio, davanti a una grande lavagna o con chissà quale piano perfetto. È nato in macchina, tra una corsa e l'altra.

Un po' per passione, un po' per curiosità, un po' perché quando lavori tutti i giorni in questo settore certe cose le vivi sulla pelle.

Sono un tassista come tanti

Sono un tassista come tanti. Lavoro tanto, cerco di farlo con onestà e provo sempre a trattare le persone con rispetto. Con qualcuno viene più facile, con qualcun altro un po' meno 😄, però alla fine il nostro lavoro è anche questo: pazienza, educazione e sangue freddo.

Ognuno di noi, fuori dal lavoro, ha le sue passioni. C'è chi segue il calcio, chi ama leggere, chi scrive, chi fa sport, chi si interessa di politica, di motori, di viaggi. Io ho sempre avuto due passioni forti: il taxi e la tecnologia. E Taxi Radar nasce proprio da lì.

Un progetto fatto nei ritagli di tempo

Mi porto spesso il portatile in auto. Quando ho un momento libero, magari tra una corsa e l'altra, invece di perdere tempo provo a costruire qualcosa. Piccole idee, piccoli strumenti, cose che magari possono tornare utili nella giornata di lavoro.

Taxi Radar è nato così. Non come una grande azienda, non come una promessa esagerata, ma come uno strumento semplice, gratuito, creato da uno che questo lavoro lo fa davvero.

L'idea è questa: raccogliere informazioni utili, renderle più facili da trovare e dare una mano a chi lavora nel settore taxi e NCC. Niente di più, niente di meno.

Credo ancora nel nostro settore

Io credo ancora in questo lavoro. So benissimo che il settore è complicato: c'è la burocrazia, ci sono regole spesso confuse, ci sono giornate pesanti, discussioni, problemi, concorrenza e tante cose che da fuori nessuno vede.

Però credo anche che taxi e NCC abbiano molto più in comune di quanto spesso si dica. Alla fine viviamo molte delle stesse difficoltà: traffico, attese, clienti, responsabilità, costi, orari strani, giornate infinite.

Ognuno ha il suo modo di lavorare, la sua esperienza, i suoi punti forti. C'è chi è bravo con i clienti, chi conosce bene il territorio, chi sa organizzare, chi sa comunicare, chi ha idee nuove. Secondo me, invece di farci la guerra, dovremmo imparare a usare meglio quello che sappiamo fare. Sempre nel rispetto delle regole, certo. Ma con più dialogo e meno divisioni. Perché quando il settore è diviso, alla fine non ci guadagna quasi mai chi lavora davvero sulla strada.

Siamo spesso il primo volto dell'Italia

Per tante persone, soprattutto turisti, noi siamo una delle prime persone che incontrano quando arrivano in Italia. Salgono in auto all'aeroporto, alla stazione, al porto, e in pochi minuti si fanno già un'idea del posto in cui sono arrivati.

Per questo il nostro comportamento conta. Una parola gentile, una macchina pulita, una guida tranquilla, un consiglio dato bene: sono piccole cose, ma fanno la differenza.

Lo sappiamo tutti: nel nostro lavoro capitano giornate facili e giornate assurde. Clienti gentili, clienti nervosi, traffico, ritardi, corse piccole, corse belle. Però credo che la professionalità si veda proprio lì. Anche una corsa breve può lasciare una buona impressione. Anche un servizio piccolo, fatto bene, può portare fiducia.

Dietro ogni corsa ci sono persone

Negli ultimi anni tante persone hanno perso fiducia nella nostra categoria. È inutile far finta di niente. Ma è anche vero che ogni giorno ci sono tassisti e autisti NCC che lavorano seriamente, aiutano le persone, aspettano, accompagnano, risolvono problemi, fanno favori, danno una mano a chi è in difficoltà. Succede più spesso di quanto si racconti.

C'è chi accompagna una signora anziana, chi aiuta con le valigie, chi aspetta un cliente senza fare storie, chi fa una corsa anche quando non conviene troppo, chi cerca comunque di lasciare una buona impressione.

Siamo persone. Con pregi, difetti, giornate buone e giornate storte. Ma se vogliamo cambiare l'immagine del nostro settore, dobbiamo partire da noi. Un passo alla volta.

Possiamo fare meglio

Non penso che esista una categoria perfetta. In ogni lavoro c'è chi si comporta bene e chi si comporta male: questo vale per tutti. Però penso che il nostro settore abbia ancora un potenziale enorme. Possiamo diventare più organizzati, più moderni, più utili, più vicini ai clienti e anche più uniti tra di noi.

Il servizio migliore è quello che fa stare bene tutti: il cliente scende contento, lascia magari anche una mancia con piacere, e tu finisci la giornata con più soddisfazione. Non solo nel portafoglio, ma anche nell'umore. Perché lavorare bene, alla fine, pesa meno.

Il mio piccolo contributo

Taxi Radar è questo: un piccolo contributo. Non pretende di cambiare tutto da un giorno all'altro. Però se può aiutare anche solo un collega a trovare un'informazione più velocemente, a risparmiare tempo o a lavorare un po' meglio, per me ha già senso.

L'ho fatto con passione, nei momenti liberi, partendo dalla mia esperienza quotidiana. Se ti è utile, mi fa davvero piacere.

E se vuoi scrivermi per un'idea, una critica, un consiglio o anche solo per fare due chiacchiere tra colleghi, mi trovi qui sotto. 🚕